L’invisibile che sostiene: il lavoro silenzioso della Doula
Parte del lavoro della doula è quella di stare nell’ascolto, nel vuoto, nel silenzio, nell’attesa del tempo dell’altro. Il nostro compito è intuire qual è la giusta domanda da porre in quel preciso istante; farlo è come aprire una piccola porta, creare un varco.
La vera sapienza della doula, però, consiste nel non entrare per prima in quella porta per indicare la via. Restiamo lì, in quel vuoto silenzioso, per nutrire la fiducia che la donna, la coppia o la persona accompagnata, troverà in sé la giusta indicazione su come e se vorrà attraversare quel varco.
In occasione della Settimana Mondiale della Doula, mi piace pensare all’invisibile del mio lavoro attraverso la metafora dell’ombra. È un’immagine a cui sono molto affezionata: l’ombra è discreta, è un passo indietro, ma c’è sempre. È una presenza costante che non sovrasta, ma accompagna.
C’è una frase bellissima che l’attrice Jessie Buckley ha pronunciato ricevendo l’Oscar, dedicando il premio al “meraviglioso caos del cuore di una madre”.
Ecco, noi come doule ci occupiamo esattamente di questo. Siamo la figura che resta accanto alla famiglia nel momento di maggior caos emotivo: un appoggio empatico ma fermo. Siamo il fulcro su cui una famiglia può appoggiarsi per ritrovare, finalmente, il proprio equilibrio.